Domenica 9 settembre 2018 si sono concluse le manifestazioni biennali in onore del poeta greco-italiano Nikolaos Ugo Foscolo, nato a Zante nel 1778 e morto a Londra il 10 settembre 1827, figura di primo piano delle lettere italiane ed europee.
Nel corso dell’incontro i relatori hanno analizzato le più recenti e contemporanee prospettive sulla sua opera profondamente filosofica, poetica e letteraria. Ha portato il saluto l’Ambasciatore della Repubblica Italiana.
La professoressa di Filologia dell’Università di Pisa Francesca Fedi ha presentato le opere del poeta “I Sepolcri” e “Le Grazie” e ha messo in luce le riflessioni del poeta sull’idea di nazione sotto il peso dei grandi contrasti e delle contrapposizioni dell’epoca in cui furono scritte le opere, in vista della creazione del nuovo Stato italiano.
La professoressa Fani Kazantzi dell’Università Aristotele di Salonicco ha parlato del vasto impegno traduttivo che si è sviluppato nelle Isole Ionie e in Grecia, dagli inizi del XIX secolo fino ai nostri giorni, sull’opera del poeta “I Sepolcri” e delle concezioni prevalenti quanto a fedeltà della parola e densità dei significati. Le significative differenze di sillabazione tra greco e italiano hanno influenzato i diversi studiosi e traduttori delle opere di Foscolo, e pochi sono riusciti a coniugare queste due condizioni indispensabili così da rendere in lingua greca con fedeltà e completezza questa importante opera del poeta.
Lo storico Dimitris Arvanitakis ha parlato del grande romanzo del poeta “Le ultime lettere di Jacopo Ortis” e, con il titolo “Le forme dell’amore romantico”, ha messo in luce i tragici vicoli ciechi del protagonista dell’opera in un’epoca in cui le visioni di un’Italia liberata da Napoleone cominciavano a crollare e un amore personale era lontano da ogni prospettiva ottimistica, fino a condurlo al suicidio.
L’idealismo dell’epoca, l’amore per la patria, l’affetto per gli eroi che combatterono e la dura realtà che vive intorno a sé lo spingono a una ricerca angosciosa di un luogo e di uno spazio per l’autodistruzione, che sopravverrà dopo la fine definitiva dell’amore per la donna che lo ispirava.
A proposito di quest’opera del poeta, il relatore ha restituito la profondità storica delle lotte del XIX secolo per la democrazia dell’Italia unita attraverso il pensiero e le angosce del protagonista, che vive tuttavia il tradimento in entrambe le forme di questo amore romantico.
Nel corso delle manifestazioni biennali fu aperta per la prima volta al pubblico la casa natale del poeta a Zante e, attraverso una mostra di rare edizioni del poeta del XVIII e XIX secolo, i visitatori vissero l’atmosfera di una casa popolare del secolo precedente.
<li>Francesca Fedi, Professoressa di Filologia dell’Università di Pisa, “I Sepolcri e le Grazie: Foscolo e l’immagine della nazione”.</li> <li>Fani Kazantzi, Professoressa emerita dell’Università Aristotele di Salonicco, “I Sepolcri: approcci traduttivi dal tempo greco”.</li> <li>Dimitris Arvanitakis, Storico, Direttore delle pubblicazioni del Museo Benaki, “Ultime lettere di…”</li>